Di week end, di zappe, di piccoli dettagli e di grandi differenze

Sesto giorno e quarto post: lo so che i conti non tornano, che se avessi tenuto fede letteralmente alla mia personal challenge avrei dovuto pubblicare due aggiornamenti in più, ma sapete che vi dico? Tutto sommato non mi sento così colpevole. Perché se è vero che tutta questa storia nasce dal tentativo di trovare un bando alla matassa della mia esistenza (per tesserne trame migliori) allora questi due giorni in cui non ho scritto rientrano pienamente nella terapia.

Chi lo dice? Il fatto che io sia rilassata, appagata e felice: sono in camera mia, da sola, in silenzio. Fuori c’è una luna bella come solo nella Nuovaisola ne ho viste. Il Piccolodittatore dorme sereno nel suo letto. Nanailgattopsicopatico non ancora, ma fa le fusa (anche se è visibilmente scocciata dal fatto che io stia scrivendo).

Mi godo questa pace, la respiro piu’ che posso perche´mannaggia, il modo per conservarla ancora non si e’ trovato.

Ho passato quasi tutta la giornata a prendermi cura dell’orto e del giardino. Oggi c’era un bel sole e stranamente poco vento, condizioni sufficienti ai turisti inglesi per fare il bagno, e ideali per me per darmi alla zappa.

Eco Warrior Princess on Unsplash

E così dopo essermi tolta come prima cosa la sessione finding merda, perché’ una delle tante nevrosi sviluppate da Nanailgattopsicopatico dopo il trasloco intercontinentale prevede la defecazione notturna en plain air, mi sono divertita a potare, raccogliere[1] e disinfestare piante e ortaggi, mentre al Piccolodittatore è stata affidata, con sua grandissima gioia, l’incombenza dell’irrigazione e quindi la pompa dell’acqua (non e’ un’idea brillante solo se la guardate dal mio punto di vista, il Piccolodittatore l’ha trovata geniale).

Non so se sia stato perché si è stancato in giardino, perché ieri sera gli è stato eccezionalmente permesso di fare le ore piccole’’, o perché davvero prendersi cura delle piante che mangiamo in qualche modo appaga un bisogno primitivo, ma dopo pranzo, incredibilmente, il despota era così rilassato che si è addormentato per due ore, e io con lui.

Ora, considerando anche fatto che sabato ho addirittura avuto un momento di vita sociale con tanto di invitati a casa e una cena che si è conclusa verso le 3 del mattino, cosa posso chiedere di più a un fine settimana?

Accontentarsi significa farsi andare bene qualcosa che non soddisfa pienamente. Accontentare significa essere esaudito. Piccoli dettagli possono fare grandi differenze. Ed io non so se sia perché’ mi accontento, o perché’ è successo per due giorni che i miei desideri fossero accontentati, ma vado a letto contenta. E questo, per continuare con le allitterazioni, è il solo che conta.

 

[1] siamo autosufficienti nella produzione di pomodori da insalata, cherry e gialli, di melanzane lunghe, di zucchine e di 4 varietà di peperoncini piccanti. Abbiamo una siepe di basilico, un’altra di menta, due piante di rosmarino e una di salvia, timo, maggiorana e scusatemi se me la meno ma sono troppo orgogliona del mio orto.

 

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