Tra furia cieca e madre coraggio: no critike solo complimenti, plis

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Mangio l’ennesimo panino con la nutella, sorseggio chai e sbadiglio. Ho la maglia del pigiama ma non i pantaloni. Sono a letto ma non mi sono lavata il viso né i denti e mi viene da sorridere a pensare quanto velocemente una sola giornata della mia vita riesca a travolgere i benefici di un fine settimana tutto sommato rilassante. È lunedì sera e sono a pezzi.

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Credit: elizabeth lies

Mi viene in mente un film (La verita’ vi spiego sull’amore) in cui la protagonista, al parco con un’amica, classificava le madri in macrocategorie comportamentali piuttosto divertenti (qui il link al monologo).

Oggi mi sento un incrocio tra una:

Mamma Furia Cieca o anche madre Gazzella, che ogni mattina  “si sveglia e sa che dovrà correre… e corre corre, si affanna, sempre in ritardo sui tempi, sul pranzo e la cena, sul sonnellino, sul bagnetto, sulla materna, sulla piscina. Questa Bolt del parchetto cresce rigorosamente figli Forrest Gump”.

e una:

Madre Coraggio. (..) Si aggira struccata, sfatta e in “ciavvatte”. Lo sguardo perso nel vuoto alla ricerca del figlio e della perduta voglia di vivere.

anche se nel mio caso la gioia di vivere persiste (alimentata da Piccolodittatore, Nanagattopsicopatico e grandi dosi di Nutella): in effetti non sono né triste né scoraggiata, sono solo esausta.

L’unica vera novità del giorno è che Alberto ha la febbre. Il dato positivo e’ che dice di non avere mal di gola e io, che ci voglio credere (perche’ il mal di gola qui e’ La storia infinita, in loop), mi aggrappo ai pochi segnali incoraggianti: ha divorato gli gnocchi, con tanto di bis, e anche con il kiwi è andata liscia (di solito se sta male non mangia nulla). 

Credit: Zhen Hu

La speranza è che tenendolo sigillato in casa la situazione migliori. E anche se non riesco a non pensare che appena partito Cosone, questa piccola scocciatura il fato potesse anche risparmiarmela, se guardo al casino in cui ero un anno fa, non posso che tirare un sospiro di sollievo. Per lo meno nella nuova (piu’ corretto, l’ennesima) edizione di Tempory vedovanza, c’è Minou. Si’ perché esattamente un anno fa mi sono trovata nella stessa situazione con l’unica differenza che la ragazza che era venuta a vivere con me per darmi una mano con Ilpiccolodittatore era dovuta tornare improvvisamente in Italia per cause di forza maggiore e io, seppur dispiaciutissima per lei, non sapevo dove sbattere la testa. Tutto sommato sono fortunata.

E ora scusatemi ma sbadiglio cosi’ forte che mi lacrimano gli occhi, poi mi cola il rimmel sulle federe appena cambiate ed e’ un casino: devo proprio andare a dormire.

Per la cronaca:

  1. dovevo lavarmi i capelli e non lo faro’ perche’ sto per perdere i sensi. (Grave.)
  2. non ho mai mangiato Nutella in vita mia e ora, anche se mi fa mal di stomaco, ne sono dipendente. (Grave).
  3. sono assolutamente consapevole dell’inutilita’ di questo post, ma c’e’ la questione della challenge e del pubblico ludibrio per cui per stavolta, per citare le mammine pancine (che sempre mi regalano tante soddisfazioni):

no critike solo complimenti, plis!

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