Perso nella giungla

L’Isolachenonce è anche un po’ Il Paese dei Balocchi.

Qui il Comitato Lucignoli World Wide ha il suo headquarter e le attività offerte sono talmente tante che se il povero Collodi fosse ancora vivo, impallidirebbe. La stratificazione sociale by age conta il quasi il 100% di bimbismarriti, termine che designa un’età mentale compresa tra zero e sette anni, e i pochi grilli parlanti sono tutti sotto psicofarmaci per la depressione.prozac

Se per età, la popolazione turistica ed expat dell’Isolachenonce è estremamente omogenea, da un punto di vista della pecunia, è invece possibile identificare due grandi macro: i finanziati e i found raiser.

I finanziati, va da sé, si differenziano dai found raiser in quanto portatori di dote. Rientrano nella categoria i figli di papà, i pensionati, i veterani e Mucca, il mio cane inutile, che mangia a sbafo e dorme tutto il giorno. Sulla carta dovrebbe essere il gruppo di quelli -almeno economicamente- affidabili, ma lasciatevelo dire da una che ha lavorato per due anni dietro al bancone di un bar, non è così. E la ragione è semplice. Avere una rendita non significa essere in grado di gestirla e poi, come vi dicevo, l’Isolachenonce è anche un po’ un Paese dei Balocchi, si entra Lucignoli e si esce somari.

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Molto più variegata è invece la composizione interna dei found raiser. E in genere la discriminante è come si intende effettuare la raccolta fondi: ci sono i lavoratori, quelli che tipicamente finiscono a fare i bartender, gli istruttori di sub o i receptionist negli ostelli; ci sono gli artigiani che vivono della vendita dei propri artefatti (generalmente braccialetti macramè e piccola gioielleria in argento e pietre dure); ci sono i professionisti barattatori,  ovvero persone che per una ragione o l’altra sanno fare qualcosa di pratico e lo mettono a disposizione della struttura nella quale soggiornano in cambio  del vitto, dell’alloggio o di un corso (di sub, di lingua di boh!) e poi ci sono i barattatori professionisti, perché chiamarli scrocconi fa brutto, che pur non sapendo fare nulla e avendo la voglia di lavorare di Homer Simpson nel giorno del ringraziamento, cercano comunque di rifilare a chiunque i propri servigi per scambiarli con ospitalità, e tirano a campare risparmiando fino all’osso, tipicamente chiedendo sconti anche al signore che lavora al baracchino delle tortillas.Ecco, quando la natura del barattatore professionista indugia nell’arte dello scrocco e si ibrida di incoscienza mascherata da senso dell’avventura, hai Jacques.

Jacques è arrivato sull’Isolachenonce qualche tempo fa che sembrava Tom Hanks in Castaway: magro all’inverosimile, con un’aria emaciata e tagli da per tutto.

Jacques ha passato tutta la settimana ingozzandosi di cibo e dormendo una quantità di ore impossibile anche per un orso in letargo. Ma aveva le sue buone ragioni, ho poi scoperto. Perché Jacques veniva da un mese intero trascorso, DA SOLO, in mezzo alla jungla.Come Bear Grylls aveva mangiato frutta trovata per caso, bruchi, insetti e una pernice. Cruda. Cacciata con le sue mani. Che io mi sento male solo a pensarci.

E come non succede mai in Uomo vs. Natura dopo una mezz’ora che camminava in mezzo alla jungla, Jacques si era trovato senza scarpe perché le “superpro infradito” con cui era uscito avevano ben deciso di abbandonarlo. Dopo settimane passate a vagare senza una meta, il lieto fine è arrivato quando il nostro eroe si è imbattuto in un fiume e -astutamente- ne ha seguito il corso finché non ha incrociato dei pescatori che l’hanno riportato alla civiltà e di lì all’hotel, allo zaino e in sostanza alla vita.

Se solo avessi evitato di domandargli COME gli fosse successo di ritrovarsi da solo in mezzo alla jungla, Jacques sarebbe stato una di quelle -pochissime- persone conosciute qui che avrei ricordato con ammirazione.

Ma con i se non si fa la storia. E io sono troppo curiosa per stare zitta e così l’ho fatto. Gli ho chiesto cosa fosse successo. E niente, da the real Indiana Jones a Sua Maestà il Principe dei Gigioni. Dalle stelle alle stalle in una frazione di secondo. Praticamente uno schianto. Perché se è vero che Indy avrebbe apprezzato la location delle rovine di Palenque e l’inseguimento da parte di due guardie armate, la ragione dell’inseguimento, ecco la ragione dell’inseguimento no.

Perché la dura verità è che l’amico Jacques aveva provato a entrare a Palenque senza pagare il biglietto (si trattava di qualche dollaro eh!), che era stato scoperto non da uno, ma da ben due guardiani e che per non farsi prendere si era -letteralmente- dato alla macchia.

Salvo poi perdersi.  Serve aggiungere altro?

Sipario.