Folgorata sulla via di… O forse no.

Sbircio il mondo da dietro la tenda del mio salotto. E’ una tenda rossa che nella mia casa milanese occupava la camera da letto. E’ quasi mezzogiorno e sono appena tornata a casa. Per strada non c’è nessuno – turisti a parte- perché nessuno ha voglia di lottare con questo calore (sembra che la stagione delle piogge sia finalmente finita): l’unica a rimanere immobile sotto questo sole è Mucca che, non a caso, è il Miocanescemo. Anzi no, mi correggo, oltre a Mucca qualcun altro per strada con questo caldo c’è, ed è per questo che sono barricata in casa cercando di occultare in tutti i modi la mia presenza.

spying

Ma andiamo con ordine. Oggi per me è stata una mattinata diversa dal solito: normalmente mi sveglio presto  e me ne vado in spiaggia con l’aspirante Piccolodittatore. Sulle sette e mezza prendo la via del ritorno e, se Cosone è ancora a letto perché inizia tardi i corsi, preparo la colazione per tutti con tanto di espresso all’italiana (Santissima Bialetti degli amori angelicati, grazie di esistere). Oggi però avevo bisogno di andare per uffici per sistemare alcuni documenti e così, mentre stravolgevo la mia routine quotidiana a colpi di mascara, riflettevo sul fatto che quando si sogna la vita ai Caraibi non si pensa mai al fattore sbatti. Ed invece, lo dico per esperienza, anche qui le scocciature sono sempre presenti. Che se i nostri deputati si comportassero come normali scocciature, il parlamento sarebbe pieno a ogni seduta. Rispondono sempre all’appello: bollette, pulizie, lavatrici, affitto da pagare, ceretta (che qui e`un’ansia che non vi spiego) e perfino i Testimoni di Geova. Avete letto bene, TESTIMONI DI GEOVA. E vi dirò di più: qui Testigo de Jehova non solo sono arrivati ma vanno anche per la maggiore tanto da avere strade cittadine dedicate.

Ignara di quello che a breve sarebbe capitato, mi sono cosparsa di crema solare (con filtro a protezione catarifrangente e oltre, perché qui il sole è micidiale SEMPRE e in qualsiasi dose), mi sono vestita e, dopo aver verificato che l’Aspirantedittatore non avesse emesso nuovi editti (e che quindi non  fosse necessario un cambio al volo), ho spalancato la porta di casa con un gran sorriso, perchè con questa luce non si può non sorridere, e… sono rimasta pietrificata sulla soglia manco mi avesse fulminato Medusa. Davanti a me due donne, entrambe afro, minute, sorridenti, troppo vestite e troppo eleganti per non essere delle famiglie storiche dell’Isolachenonce: non potevano quindi essere nuove inquiline, né vicine. Cosa ci facevano a due metri dalla soglia di casa mia?

Nel lasso di tempo compreso tra l’epifania delle due e la paresi del mio sorriso, la rivelazione: volevano salvarmi l’anima nel nome di Jehova. A me.

la-finestra
Source: bad-postcards.tumblr.com/

Allenata dalla staffetta milanese (che prevede tra le altre cose lo slalom gigante tra T. di G., Mormoni, Scientologisti e Arikrisna) sono riuscita a svicolare velocemente sventolando i documenti che avevo in mano e spiegando che dovevo correre in banca, non prima però di aver indirizzato le gentil signore dai miei vicini (sono una fetente, lo so, ma erano in maggioranza, e dovevo distrarle). A cuor leggero mi sono così sparata due ore di coda in banca, ho fatto le spese e, carica come un mulo, e stoica come un cammello sotto il sole, me ne sono tornata a casa con l’idea di morire una buona mezzora in amaca prima di pensare a qualsiasi altra cosa. E invece no. Perché non appena ho chiuso la porta, ecco di nuovo quelle voci e quelle sihlouette: le vecchiette, le T. d.  G. che credevo di aver smarcato poche ore fa sono tornate qui e si sono appostate in giardino nell’attesa che arrivi qualcuno da convertire: ecco perché me ne sto rintanata in salotto zitta zitta.

Comunque mi ero dimenticata di dire che quando ho incontrato le due donzelle la prima volta, ero stata rapida nella fuga ma non abbastanza da impedire a una delle due di lasciarmi un piccolo opuscolo dal quale ora apprendo che la mia vita non è perfetta a causa della mia miscredenza e soprattutto che:

“Il signore asciugherà tutte le lacrime”

e questo dovrebbe rassicurarci sul fatto che:

  • Dio non è causa dei nostri mali
  • Dio sente la nostra sofferenza (e questo dovrebbe confortarci)
  • Prima o poi la sofferenza finirà
  • Noi possiamo veramente credere a quello che dice la Bibbia. Perché si.
  • C’è una spiegazione alla sofferenza (e ovviamente è nella Bibbia), ma siccome è lunga, se volete saperne di più, a costo zero potete ordinare una lezione, o prenotare una sessione privata di training dell’anima con un saggio della comunità di Jehovah.

Per oggi ho imparato abbastanza. Mi sa che me ne starò zitta a riflettere per un altro po’.

Amen!

 

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